Tepui. Ovvero la cena dei cervelli

 2.000,00

di Felix Policastro
Terre Blu 2018
rilegato a mano, pagine 149, formato cm 25×32
tiratura: n. 9 esemplari contrassegnati da numeri romani + 3 prove d’autore
ciascuno accompagnato da un’opera unica dell’autore, cm 75×32

genere: arte contemporanea

Descrizione

Stampato in soli 9 esemplari su carte pregiate e rilegato a mano, il volume si caratterizza come opera d’arte e oggetto da collezione che affianca al contenuto iconografico il piacere delle sensazioni materiche e della fattura artigianale.
Introdotto da testi di Cherubino Gambardella, Angela Tecce e Andrea Viliani, documenta l’attività di ricerca condotta da Felix Policastro a confine tra le arti visive, il design e la comunicazione grafica.

La narrazione ha inizio con l’enumerazione dei segni di un vocabolario geroglifico che l’artista ha distillato nel corso degli anni, e con il quale compone le sue storie, ed approda alla Rappresentazione del cibo, materia ultima della scrittura che si manifesta attraverso una cena come spettacolo visionario e magnifico: dodici i cervelli che siedono a tavola, quelli di altrettanti filosofi, letterati ed artisti, e dodici i piatti che contengono le immagini di una commedia umana in equilibrio tra dannazione e gioco; quattro gli improbabili strumenti che offrono il cibo ad una irrituale dissezione e 10 le Architetture da tavola, riproduzione visionaria di oggetti di uso comune che mutano forma e funzione.

Ogni volume è accompagnato da un’opera unica dell’autore, un trittico cm 75×32.

 

Felix Policastro
è uno dei pochi eretici dell’arte contemporanea.
un segno che non risponde a nessun dettato scolastico
una ricerca dell’assonanza del colore che rinnega ogni regola
un senza scuola, un gigante quando crea
ma che si fa beffa del mercato
quando tentano di metterlo sotto contratto
Mordace e irriverente
la sua logica è sull’amaca
dove lascia i suoi mille cervelli
per tornare subito o mai più
I suoi rimbalzi estetici vivono abbracciando l’infinito
Nessuno è lento come lui nell’autostima
nessuno esplora la luce come la sua mano vorace
Non ci sono cataloghi o luoghi o musei che possano raccontare
i suoi mondi
ma solo valige dove piegare il suo destino
di artista irriverente
Chi lo cerca non lo incontra
chi si perde nell’anima di un ciliegio
nel volo di un uccello diamantino
o nel balzo di una tigre
forse coglie il lampo della sua arte
senza tempo e spazio
specchio di un universo
che mai si arrende.
Gherard Kneipp