Pollice verde

Gli oggetti di questa collezione sono stati progettati e realizzati, nell’arco di cinque anni, in occasione delle esposizioni internazionali nelle quali venivano volta per volta presentati. Il primo nucleo (un cactus a palla e una grande distesa di foglie di agave su una consolle in ferro battuto) è stato esposto alla Triennale di Milano nel 2005, nell’ambito della mostra “Visioni a-moderne”, e successivamente ad Aix en Provence (“Vivre coté Sud”, giugno 2005). L’intero paesaggio di piante gasse (Cactus, Agave, Euforbia e Myria, per un totale di 9 oggetti-scultura) è stato poi completato per il ventennale di Abitare il Tempo ed esposto nella mostra “100 volti 100 progetti”, Verona 2005.

 

Ironica già nel nome, la collezione si rivolge a chi ama tenere in casa piante rare e pregiate senza doverle coltivare. I rivestimenti vetrosi variano dai verdi brillanti ai toni bruciati del grigio e del nero. Le finiture sono lucide o materiche e scabre, a volte applicate entrambe sullo stesso oggetto.

In occasione del Salone del Mobile di Milano, nel 2016, Paola Navone aggiungeva alle piante grasse due pesci rossi dalle dimensioni inusuali, “Carpe diem”, suggerendo una nuova chiave di lettura: prendere delle cose vive e portarle in casa, i pesci come le piante, amuleti per i tempi moderni, frammenti di vita e auspicio di benessere. L’acqua, i pesci rossi con gli occhi a palla, i pesci doppi che sono doppia fortuna e icona astrologica. Carpe i pesci e l’attitudine a prendere la vita per il verso giusto.

     

Infine, in occasione dell’IDW 09 – Istanbul Design Weekend 2009, è stato aggiunto l’ultimo tassello: “Margherita”, formelle piatte decorate a mano con colori sgargianti come le “riggiole” di un tempo, invecchiate con deliberata imprudenza e sospese ciascuna ad un filo di ferro.

   

Tutti gli oggetti nascono da un iter di progetto inusuale: realizzati senza l’ausilio di nessun elaborato grafico, ma “raccontati” durante le molte discussioni telefoniche tra Paola Navone e Giuseppe Coppola, art director del brand. Essi sono scaturiti cioè dal confronto tra un concept ben definito e chiaro e il know how dell’azienda produttrice.

Paola Navone
Dopo la laurea nel 1973, lavora come art director a Centro Kappa e con Alessandro Mendini alla rivista “MODO”. Nel ’79 incontra Abet con i suoi laminati e scopre la passione per la decorazione delle superfici rigide. Degli stessi anni l’inizio della collaborazione con Alchimia e con Sottsass, Branzi, Guerriero.
Collabora con numerose e importanti aziende nel campo del mobile e dell’oggettistica, per le quali cura le collezioni, gli allestimenti di fiere e mostre, spesso anche il concept del marchio, dei punti vendita e degli show-room. Tra l’88 e il ’98 esplode letteralmente in moltissime iniziative legate al design, alla decorazione d’interni, alla progettazione.

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