Terre Blu, Caserta

Tre realtà culturali si sono incontrate a Caserta per dare vita ad Algoretica, una serata di visione e confronto dedicata al rapporto tra Intelligenza Artificiale, immaginari artistici e responsabilità sociale.
L’evento ha proposto un percorso che è partito dall’arte e dal linguaggio cinematografico per stimolare una riflessione critica sulle trasformazioni introdotte dagli algoritmi nel modo in cui comunichiamo. La prima parte della serata è stata dedicata alla proiezione di una selezione di cortometraggi provenienti dall’archivio del BAIFF – Burano Artificial Intelligence Film Festival, primo festival europeo dedicato alle produzioni cinematografiche realizzate con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale.
In parallelo alle proiezioni, sono state esposte alcune opere selezionate di Massimiliano Sbrescia, realizzate con il supporto dell’Intelligenza Artificiale.

Casa della paesologia, Aliano

Terre Blu, Caserta

Terre Blu, Caserta
Ultimo gradino è il nome con il quale l’autore firmava i suoi lavori, l’ultimo gradino, quello dal quale lanciarsi nel vuoto. Era una notte di mezza estate quando Salvatore Iaccarino salì sul punto più iconico dell’acquedotto carolino, in corrispondenza del grande arco al centro dei ponti che attraversano la valle. Si fermò a contemplare il silenzio come un cavaliere medievale in una cappella gotica, insonne la notte prima di affrontare il duello che avrebbe deciso della vita o della morte di uno dei due contendenti. Aspettò l’alba e si buttò di sotto.

Terre Blu, Caserta
Canio Loguercio, artista noto nel panorama musicale italiano, porta a Terre Blu lo spettacolo “1963. Studio per la messinscena di un monologo con canzoni tristi”, tratto dal libro che sarà presentato durante la serata: “Cantare il disincanto. Disagio e malinconia nella canzone d’autore italiana negli anni del miracolo economico” .

Terre Blu, Caserta
Fiaba nera, nella quale i Grimm non risparmiano al lettore quei dettagli cruenti che di sicuro abbondavano nelle versioni orali della storia. Vanità, invidia, empietà, crudeltà: la madre di Biancaneve è un concentrato di vizi. Ma il fascino perturbante di questa favola sta forse nell’ombra che proietta, nella paura ancestrale evocata: la paura di essere mangiati.

Terre Blu, Caserta
Opera eseguita su sedia di multistrato di abete decorata con collage e acrilico.
dimensione 58x89xh177 cm.

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